Foto Da Scaricare Della Juventus

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La Juventus lo compra a 90 e dopo due anni lo scarica per Ronaldo, ma non riesce a venderlo. Troppo costosi cartellino e ingaggio per la sua età. Necessari i prestiti onerosi, nella speranza che sfondi e venga poi riscattato. Ma lui non sfonda, traumatizzato dal modo in cui è stato mandato via dalla Juve. Uno scarto costretto a ricominciare dalla periferia del calcio italiano, senza Champions, perché questo è il Milan oggi, in cambio di un aumento di ingaggio.

Un fiasco i sei mesi in rossonero, e il Milan lo gira al Chelsea, dove riabbraccia il suo mentore, l'uomo che l'ha fatto sentire importante come nessuno e gli ha fatto scrivere il record italiano di gol.

28^ GIORNATA

Ma la resa non ha mai compensato l'attesa, e quel privilegio diventava sempre meno legittimo agli occhi di chi guarda. È il bianco di una luce ritrovata, di una gioia riscoperta che abbraccia il nero. Nero di un anno non da dimenticare, ma da cui imparare senza farsi condizionare.

Senza farsene inseguire come fosse una maledizione. Capitano della sua anima, ha fissato la sua rotta con la testardaggine cocciuta che è storia di famiglia.

È la testardaggine di papà Jorge, il Pipa, che è andato a giocare in Francia ma è tornato in Argentina perché i figli non crescessero in un Paese straniero. Di mamma Nancy, pittrice che come nome d'arte usava il cognome di suo padre, Zacarias.

Santos Zacarias, maestro di vita e di boxe che ha passato la vita tra guantoni, sudore, il Lanus e i dischi di Gardel, e ha allenato anche Juan Manuel Coggi, che vinse il mondiale dei pesi welter junior contro il napoletano Patrizio Oliva il 4 luglio nell'estate del primo scudetto del Napoli di Maradona. Higuain ha ereditato dal padre il soprannome, Pipita è derivato dal Pipa, etichetta che nasceva dal naso di Jorge alla Cyrano di Bergerac.

E come il Cyrano di Guccini, Higuain non la sopporta la gente che non sogna.

Alla Juve ha chiesto di lasciargli le ali, di volare ancora. Di salire insieme sulle montagne russe.

Eppure in allenamento le cose vanno diversamente" ha detto l'allenatore bianconero dopo la sconfitta con il Lione nell'andata degli ottavi di Champions. Sta di fatto che o non lo capiscono o non lo vogliono capire, e se c'è stato del sarrismo, in questa annata balorda e noiosa, lo si è visto solamente alla moviola.

Per un ottavo di Champions, abbiamo comunque fatto troppo poco". Resta il fatto che, dopo sette mesi di lavoro, la Juventus è ancora piena di domande a cui non ha saputo trovare risposta, oltre a non avere un modulo e una formazione titolare definita.

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Lo scarica La Juve, lo scarica il Milan, lo scarica persino Sarri e lo scarica anche il Chelsea, che lo restituisce alla Juventus, il club che l'ha traumatizzato, dove trova ancora Sarri, che a Londra gli ha preferito Giroud, figuriamoci Ronaldo a Torino". Poi Forgione ha aggiunto: "Povero Gonzalo, scarto costoso che non riesce più a sentirsi importante. Dalla ronaldeide bianconera l'inizio del declino.

Del resto, l'emotività è sempre stata il suo punto debole.