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Lphant è un client P2P che integra il meglio di eMule e Kademlia. Scarica Lphant gratis e inizia finalmente a scaricare senza limiti con questo BitTorrent. gratis. Lphant Mulo a rischio estinzione: un Elefante lo minaccia. eMule. Scarica gratis e condividi filmati, file musicali e tanto altro. Italiano. Download. Scarica Lphant client p2p emule e bittorrent scarica. Download lphant 5 1 italiano . File download lphant 5 1 t. Lphant ipfilter v evid. Lphant è un'applicazione per la condivisione di file basata su un database P2P. Questo strumento è compatibile con le reti di condivisione più grandi del mondo . Scaricare gratis Lphant versione ufficiale senza virus e malware download gratis e sicuro di lphant.

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Formato:Fichier D’archive
Sistemi operativi: MacOS. iOS. Windows XP/7/10. Android.
Licenza:Solo per uso personale
Dimensione del file: 48.56 Megabytes

Ultimamente il sito di Lphant è stato acquistato da una società contro la pirateria di nome " Discordia ltd. Le seguenti versioni non hanno nulla a che fare con l'ultima release definitiva ed attendibile di Lphant, ovvero la 3. Nel Marzo Discordia Ltd. Avevano già fatto lo stesso con il sito di Shareaza nel Per fortuna esistono ancora molti mezzi per reperirlo, come il nostro forum per esempio, che vuole abbattere e concorrere proprio contro società come queste, oppure anche il forum di Lphant.

Nel fratempo che Discordia prende il controllo del sito di LPhant, sono state cancellate le menzioni di Wikipedia in inglese su questo software, e cancellate le opzioni per scaricare versioni precedenti di Lphant in numerosi siti internet, tranne il nostro per fortuna.

Oltre tutto dal programma di Lphant, se si fa il test delle porte si viene reindirizzati al sito ufficiale della Discordia Lid.

Si tratterebbe di una possibile strategia da parte dei detentori di copyright per fermare e indebolire lo scambio di file p2p, come accadde con il sito di Shareaza nel La pubblicità delle vecchie versioni del software Lphant chiede all'utente di aggiornare il programma alla nuova versione 4.

L'utente visita il sito ufficiale di Lphant, in possesso della nuova società Discordia, e scarica un software che durante il processo di installazione cancella la versione precedente. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

LPhant software. URL consultato il 20 marzo archiviato dall' url originale il 3 febbraio URL consultato il 20 marzo Portale Telematica : accedi alle voci di Wikipedia che parlano di reti, telecomunicazioni e protocolli di rete.

Re: [Install] Installare lphant su ubuntu

Menu di navigazione Strumenti personali Accesso non effettuato discussioni contributi registrati entra. Non uso questo client perchè dicono che sia pieno di spyware e malware vario. E' vero che ha qualche adaware, ma basta non includerlo durante l'installazione!

I client che usi sono più che validi, l'utilità di Lphant è solo quella di avere un unico programma che gestisce torrent e ed2k!

E comunque per chi possa essere interessato alla cosa, mi sono informata riguardo la versione 4: in pratica ora si possono solo scaricare file audio e video, poichè il marchio è stato acquistato da un'altra azienda che ha stravolto l'architettura del software, quindi non installate assolutamente la versione 4, poichè l'ultima buona fino a quando non diventerà obsoleta è quella 3.

Originariamente inviato da R.

Altri messaggi di xcdegasp. Ciao a tutti. Mi sono imbattuto in questa discussione e credo che sul client Lphant ci siano ancora molti luoghi comuni da sfatare.

E' vero che il client contiene uno spyware, ma questo risiede nella tool bar aggiuntiva la cui installazione non è obbligatoria. Basta deselezionare la casellina che acconsente all'installazione della tool bar e il primo problema è risolto.

Passiamo oltre. I banner pubblicitari danno fastidio, ma mi risulta che sia possibile disattivarli con un semplice trucco. In questo modo le connessioni dirette al sito lphant. Quando vorrete ricollegarvi al sito ufficiale es.

Evitate di upgradare Lphant alla release 4. Al contrario della 3. Per quanto riguarda la mia esperienza personale, con il client 3. Certo, il client Lphant richiede di essere settato nel modo corretto questo è vero per tutti i client, comunque.

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Ti garantisco che uso Lphant 3. La release 4 dell'elefante non serve a nulla, ma la precedente è ok. Prova a leggere la guida che ho linkato nel post precedente. A presto.

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Ora la domanda è: Viste le circostanze e come ogni giorno emergano dubbi e fattibilità della legge francese, non conviene accordarsi e cercare soluzioni più idonee diverse dalla disconnessione? Chi crede che queste siano pure fantasie, leggete di più i giornali online, frequentate di più i luoghi dove si affrontano i problemi di infenzione da virus e scoprirete come queste possibilità siano tutto tranne che impossibili.

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Basta fare scansioni con certi tools gratuiti di protezione o commerciali per rendersi di come possiamo trovarci infetti senza saperlo, di come possiamo essere vittime e complici di atti illeciti in rete. Se chi ha attaccato Poste italiane anziché sostituire solo la Home page avesse iniettato malware e avesse steso i sistemi di sicurezza, non oso immaginare le conseguenze che potevano esserci Questo l'obiettivo di un'azione di lobbying che stanno conducendo le due associazioni americane dell'industria dei contenuti, riporta ArsTechnica.

Un'azione in piena controtendenza rispetto ai sommovimenti legislativi USA in materia, sollecitati da un recente scandalo: a gennaio è stata approvata la legge federale " Telephone Records and Privacy Protection Act of ", che punisce chiunque, deliberatamente, cerchi di ottenere tabulati telefonici di terze parti, presentandosi sotto mentite spoglie. Una legge che lo stato della California sta tentando di rafforzare ulteriormente, tutelando la privacy dei suoi cittadini estendendo la protezione ad ambiti più vasti rispetto ai soli dati telefonici, dalle informazioni riguardo alla carriera scolastica agli identificativi associati alla patente di guida, dalle caratteristiche fisiche all'indirizzo.

Ma le industrie della musica e del cinema si oppongono all' iniziativa californiana e si ritengono autorizzate ad approntare tattiche investigative di pretexting , di dissimulazione volte a raggranellare dati: la legge federale minaccerebbe seriamente la possibilità, per l'industria, di sgominare associazioni di temibili pirati. Indagini che non escludono il tracciamento di profili della personalità e dei comportamenti degli individui sospetti, una tattica investigativa ritenuta efficace dalla MPAA, rivela Los Angeles Times.

Indispettita la reazione di Electronic Fronitier Foundation EFF , espressa dalla parole di uno dei suoi legali di punta, Fred von Lohmann: "Non vedo perché l'industria della musica e del cinema non debbano rispettare le stesse leggi che rispettano tutti. Sembra che vogliano creare una scappatoia della quale tutti potranno approfit. Sappiamo perfettamente del resto che le associazioni anti-pirateria hanno pagato molti soldi ad aziende come Mediadefender il cui compito era appunto quello di distribuire download falsi o inquinati.

I ricercatori hanno scientificamente testato i due metodi maggiormente usati da aziende appunto tipo Mediadefender. Gli studiosi hanno provato più volte a scaricare un album primo in classifica sia con BitTorrent che Vuze, sia usando che non usando i software block-list che vietano alcuni indirizzi IP degli attaccanti.

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Quello che comunque i ricercatori non hanno considerato, è che anche gli sviluppatori dietro BitTorrent e Vuze hanno lavorato molto, attuando diverse misure tecnologiche contro questi attacchi automatizzati. Speriamo quindi che le associazioni anti-pirateria si accorgano di stare spendendo milioni inutilmente, soldi che invece potrebbero essere impiegati in nuovi tentativi di business che presuppongano una distribuzione legale dei contenuti.

Roma - C'è il peer-to-peer che fa fluire miliardi di file ogni giorno sulla grande rete e c'è lo sharing su reti locali, magari ampie e performanti come quelle di certe università americane, che più in piccolo riproduce lo stesso fenomeno: tutto questo è da qualche giorno formalmente nel mirino di RIAA e MPAA , ossia le associazioni degli industriali americani della musica e del cinema.

Le due lobby, che da anni chiedono alle università di chiudere il rubinetto del P2P , hanno ottenuto il via libera ad una risoluzione congressuale firmata dall'influente senatore repubblicano Lamar Alexander che impone alle università "di adottare politiche e programmi di educazione nei propri istituti affinché si riduca e si elimini la violazione di diritto d'autore che prende piede sui propri sistemi informatici, di cui devono proporre un uso educativo".

In buona sostanza, la risoluzione rende più facile alle major pressare gli atenei affinché mettano in campo strumenti di controllo anche sulle proprie LAN , le reti locali alle quali gli studenti, in piena crociata antiP2P, hanno via via sempre più fatto ricorso per scambiarsi file, e tra questi anche file protetti da diritto d'autore.

Due studenti che usano quel sistema sono stati già denunciati da alcuni studios hollywoodiani. In queste settimane RIAA e MPAA hanno inviato decine di lettere di avviso ai dirigenti di una quarantina di università statunitensi sottolineando l'uso illegale che viene fatto delle LAN: tenendosi fuori dalla "grande internet", gli studenti riescono in questo modo a schivare le operazioni di monitoraggio da tempo attivate dalle major sui sistemi peer-to-peer più gettonati.