Scarica Carica Elettrostatica Corpo

Scarica Carica Elettrostatica Corpo  carica elettrostatica corpo

Comprendi cosa significa scaricare a terra la carica elettrostatica del corpo. Per impedire che. Come possiamo eliminare l'elettricità statica dal nostro corpo? una differenza di potenziale esistente una carica positiva e una negativa. le scariche elettrostatiche siano più frequenti, ma possiamo riparare a questo tipo di problema. volta tolti dalla lavatrice è sempre bene scuoterli per farli scaricare. Come si può evitare quella fastidiosa scossa elettrostatica che si prende ogni E uno di questi può essere proprio una parte del nostro corpo, dalle mani, alle possono accumulare molta carica per strofinio e favorire la fastidiosa scarica. Inoltre, sarai in grado di controllare come l'elettricità statica carica il tuo corpo, riducendo il fastidio della scarica elettrica innescata dal contatto con superfici. L'elettricità statica si verifica quando le cariche elettriche si accumulano sulla superficie di un corpo. Questo è comunemente il risultato di due.

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Il fenomeno della generazione di cariche ed il conseguente effetto delle scariche elettrostatiche ESD Electro Static Discharge è conosciuto da sempre.

Essa viene generata da: - il contatto e la separazione di solidi, per es. Ecco alcuni esempi per cui una persona possa caricarsi elettrostaticamente: - camminare su un pavimento; - alzarsi in piedi da seduti; - togliersi i vestiti; - versare o raccogliere materiale elettrostaticamente carico in un contenitore; - essere molto vicini a oggetti altamente caricati, per es.

Le scintille che hanno origine da persone sono in grado di innescare gas, vapori e perfino alcune delle polveri più sensibili. È molto importante che alle persone,che lavorano in luoghi in cui potrebbero essere presenti atmosfereinfiammabili, sia impedito di divenire elettrostaticamente cariche. Alcune persone trovano 10 mJ a disagio a causa della contrazione muscolare, mentre altri possono accettare diverse centinaia di mJ prima che subiscano una forte contrazione muscolare.

Questo vi dà la dimensione di quale sia il contributo energetico dell'impulso. Le contromisure agli effetti della scarica si basano principalmente, come abbiamo già avuto modo di dire, sulla sua caratterizzazione.

Bisogna studiare i percorsi conduttivi, soprattutto quelli facilitati, che le cariche trovano e grazie ai quali si esplica il fenomeno; dalla sorgente alla scarica attraverso il contenitore fino a terra e ritorno. Ogni discontinuità nel circuito verso terra diventa una sorgente di campo elettrico radiato e, come abbiamo detto, l'irradiazione è una possibile fonte di accumulo di cariche. Nel fenomeno della scarica i disturbi sono prodotti sia in maniera radiata sia condotta e mentre i primi si propagano attraverso l'aria e si accoppiano ai circuiti, quelli condotti entrano direttamente grazie agli ingressi dei circuiti e questo avviene quando la scarica viene applicata, per esempio, direttamente l'apparecchio.

Il disturbo si traduce in un nuovo campo radiato che, a sua volta, si accoppia o con il circuito stesso oppure con altri dispositivi presenti nelle vicinanze. Eventuali disomogeneità nell'involucro possono essere fonte di problematiche simili e a tal proposito, a maggior ragione, suggeriamo lo studio di quell'effetto di cui avevamo accennato in precedenza, ovvero il ruolo delle punte nella conduzione elettrica.

Le dimensioni in gioco interessano lo svolgimento di questi fenomeni ed in genere i circuiti più densi possono dimostrare, una maggiore propensione all'insorgere di questi problemi. Dal momento che i fenomeni interessano sia il campo macroscopico, e quindi di sistemi di grandi dimensioni sia i circuiti integrati questi discorsi vanno necessariamente affrontati in maniera parallela. La fenomenologia è la stessa anche se le dimensioni cambiano.

Come si prende la scossa elettrostatica e come si può evitare

Ecco per quale motivo si parla del ruolo dei contenitori, dei cabinet e dei case allo stesso modo. La domanda resta: come ci proteggiamo?

Se si tratta di conduttori le parti metalliche dei macchinari devono necessariamente essere collegate a terra. Un approfondimento molto interessante a tal riguardo a che fare con quello che succede sugli aerei: se l'aereo è in volo l'isolamento "a terra" non è possibile.

Che soluzioni si applicano in quel caso?

Accessori, computer e collegamenti devono quindi essere il più possibile lontani dal cabinet. Per sistemi microscopici, invece, e quindi i circuiti integrati, le soluzioni all'isolamento, come abbiamo approfondito nell'articolo che vi abbiamo indicato in eccedenza, riguardano il disaccoppiamento e la distinzione dei piani di massa, il loro partizionamento ed il loro corretto posizionamento.

Quando parliamo di materiali isolanti, il loro ruolo dovrebbe essere quello di isolare, per l'appunto, l'elettronica in maniera tale che essa non possa essere raggiunta dagli effetti della scarica. Questo genere di caratterizzazione viene fatta proprio per i circuiti integrati perché, tra i suoi molteplici aspetti, uno dei motivi per cui viene realizzato il package è proprio quello di proteggere il circuito da questo genere di fenomeni.

Ed entriamo, a questo punto, più nello specifico dei circuiti stampati.

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Isolare questi risulta essere l'approccio più vantaggioso perché sul circuito stampato sono assemblati la maggior parte dei componenti.

Le dimensioni, inoltre, del circuito stampato sono molto piccole e, quindi, racchiudono tutte le funzionalità in uno spazio molto ridotto. Più il circuito diventa piccolo meno risulta sensibile ai disturbi radiati. La soluzione consiste nel deviare la corrente prima che raggiunga circuiti sensibili.

Talvolta è possibile che sia sufficiente inserire fra le linee ed il piano di riferimento una capacità da 1 nF, altre volte possono essere utilizzati i cosiddetti "anelli di guardia".

Come dicevamo, i circuiti odierni sono pressoché quasi tutti digitali ed utilizzano segnali molto veloci. Un esempio sono i segnali che transitano sui bus USB, specie se 3. Tuttavia la normativa richiede che siano gestibile anche scariche dirette per i contatti fino a 8 kV. Dispositivi di protezione E siccome tutte queste problematiche possono essere gestite tramite l'impiego di opportuni dispositivi, ecco, qui di seguito, quali sono e a cosa possono essere davvero utili: diodo Zener, una vecchia conoscenza di chi si occupa di elettronica specialmente analogica da più tempo.

Si tratta di una forma di protezione tradizionale diventata ormai inadeguata con l'aumento della velocità di funzionamento, le frequenze di clock ma soprattutto a causa dell'incremento subito dalle capacità parassite che bypassano le alte frequenze, con relativa ed annessa distorsione del segnale; diodo TVS, ovvero uno Zener modificato al quale sono stati aggiunti in serie dei normali diodi allo scopo di ridurre la capacità che scende fino a valori da 5 pF.

Per segnali particolarmente veloci questa potrebbe ancora essere una capacità troppo grande; MOV, dispositivi con capacità ancora più bassa 3 pF ; MOS, dispositivi con capacità pari a 1 pF ed una protezione contro le scariche elettrostatiche superiori a 8 kV; dispositivi realizzati con i polimeri che, oltre alla proprietà di avere un'impedenza dipendente dalla tensione applicata, presentano una bassa capacità, addirittura inferiore ai MOS.

Risolviamo il problema delle scariche elettrostatiche ESD

E, dal momento che abbiamo parlato di circuiti analogici, macroscopici, ma anche di circuiti digitali e circuiti integrati, cerchiamo delle linee comuni negli interventi utili per difenderci in tutti questi casi. Prima regola, fondamentale: mettere a terra tutte le parti metalliche esposte. Se i circuiti sono racchiusi in un contenitore metallico, omogeneo, questo deve essere collegato mediante un solo punto a terra.

La massa dei circuiti interni deve essere collegata al contenitore in un unico punto. Se la capacità di disaccoppiamento fra il contenitore ed i circuiti interni è elevata, va necessariamente aggiunto uno schermo fra i due. Il collegamento fra la massa dei circuiti interni ed il contenitore nonchè il punto di messa a terra del contenitore stesso deve essere in prossimità degli ingressi; in questo modo si accorcia il percorso della corrente che si scarica e la si allontana dai circuiti interni.

È importante isolare con inserti di plastica i circuiti stampati. E torniamo proprio ai PCB e agli integrati. Dal momento che i problemi principali sono legati alla densità di piste e componenti a parità di area, gli effetti si tramutano in fenomeni di irradiazione di modo comune, per effetto delle alimentazioni, radiazioni di modo differenziale per i circuiti chiusi, anelli di retroazione, che si comportano come antenne ma anche radiazioni dovute alla comunicazione delle porte logiche e quindi annessa risposta transitoria.

Come evitare l'accumulo di cariche elettrostatiche?

Per risolvere questi problemi, dal momento che le correnti a radiofrequenza di diversi dispositivi percorrono insieme tratti comuni di piste e per effetto della loro induttanza ai capi di questi tratti si sviluppa la differenza di potenziale, è fondamentale minimizzare proprio l'induttanza.

Optare per cappelli di cotone o cashmere, o indossare cappellini di raso sotto il cappello di lana, se proprio non se ne vuole fare a meno.

Inoltre, aggiungendo alcune gocce di siero a base di silicone o l'olio di condizionamento su base giornaliera, sarà possibile creare una barriera che non permetterà alle cariche elettriche di accumularsi nei capelli.

La soluzione è toccare continuamente dei materiali conduttori o indossare un particolare braccialetto antistatico che scarica le cariche direttamente a terra.

Modalità di utilizzo del sistema Le scariche elettrostatiche sono più probabili in corrispondenza delle superfici metalliche delle apparecchiature elettroniche quali i notebook, ad esempio le griglie degli altoparlanti e i connettori. Dovreste evitare di toccare queste superfici metalliche come primo punto di contatto con il computer.

Sicurezza dalle scariche elettrostatiche

La cosa migliore da fare prima di toccare il computer, in realtà, è toccare la superficie sulla quale è appoggiato specialmente se si tratta di una scrivania di legno. Potete anche toccare un oggetto metallico, preferibilmente non collegato a una fonte di alimentazione, ad esempio una parte metallica della scrivania, per liberarvi della carica elettrostatica accumulata nel corpo.

Seguendo queste semplici precauzioni potrete praticamente eliminare il rischio di scariche elettrostatiche che potrebbero interrompere la funzionalità del computer. Soluzione in dettaglio : - Non sono disponibili ulteriori dettagli - Declinazione di responsabilità I materiali sono protetti da copyright e sono tutelati dalle disposizioni dei trattati e dalle leggi sul copyright internazionali.

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